SAI COSA BEVI

 

Cresce l’attenzione per il progetto CIA di riordino del sistema barbera

Ha debuttato all’Enoteca regionale di Nizza

il Piemonte Barbera del “sai cosa bevi”

Presenti all’affollato incontro stampa il Presidente della Regione, Sergio Chiamparino, l’assessore Giorgio Ferrero ed il presidente nazionale Cia, Dino  Scanavino

Cresce in modo evidente l’attenzione per il progetto della Cia di Asti che si propone di ridare ordine al “sistema barbera” dando il giusto valore alla doc Piemonte, chiamata a diventare un vino quotidiano, fresco, piacevole e fruttato e di prezzo contenuto invece di una “seconda scelta” rispetto alla docg “Asti” come troppo spesso è accaduto finora.

A testimoniare l’interesse del mondo del vino astigiano, e non solo, verso l’iniziativa della Confederazione italiana agricoltori, un affollatissimo salone dell’Enoteca regionale di Nizza Monferrato dove il Piemonte Barbera della “tradizione che si rinnova” o, meglio ancora, del  “sai cosa bevi” è stato presentato nella sua versione definitiva. Ad accompagnare il debutto dell’innovativa proposta enologica, un importante “parterre des rois” composto dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, dall’assessore regionale Giorgio Ferrero, dal Presidente nazionale della Confederazione, Dino Scanavino e dal Presidente del Consorzio del Barbera, Filippo Mobrici.

Tra gli ospiti ed i relatori del pomeriggio nicese anche l’enologo Giuliano Noè, ideatore e curatore tecnico dell’iniziativa, Lorenzo Giordano, presidente della Cantina sociale di Vinchio e Vaglio Serra che ha realizzato il prototipo del vino, l’on, Massimo Fiorio, i consiglieri regionali Angela Motta e Walter Ottria, il direttore dell’associazione Vignaioli piemontesi, Gianluigi Biestro, il sindaco di Nizza Monferrato, Flavio Pesce ed il presidente dell’Enoteca di Nizza, Mauro Damerio. Folta anche la rappresentanza della Cia piemontese con il presidente Lodovico Actis Perinetto, il vicepresidente Garbiele Carenini ed il direttore della Cia di Torino, Francesco Amatuzzo.

“Con questa iniziativa – ha affermato Alessandro Durando, presidente della Cia di Asti – la nostra organizzazione si è impegnata per fare chiarezza nel complesso mondo della barbera dando forza e solidità al rapporto tra territorio e produzione vinicola. Da un’attenta programmazione in vigneto che indichi chiaramente quali sono gli impianti destinati alla produzione della doc Piemonte, si arriva alla vinificazione di un prodotto di pronta beva e di uso quotidiano che propone al consumatore un vino di precisa identità (“sai cosa bevi”) ad un prezzo assai contenuto. D'altro canto, utilizzando quanto prevede il disciplinare della Doc, questo nuovo vino garantisce al viticoltore una redditività pari, se non in qualche caso superiore, a quella fornita dalla docg “Asti. Una proposta, la nostra, aperta a tutti i produttori che ci credono e vogliono contribuire a rendere più facilmente comprensibile il variegato mondo della barbera ai consumatori”.

Della necessità di concentrare gli sforzi promozionali e di conoscenza sulla Barbera e sulla denominazione Piemonte, hanno parlato Filippo Mobrici, l’assessore Ferrero e l’enologo Giuliano Noè, mentre Lorenzo Giordano ha spiegato come la cantina di cui è presidente abbia deciso di garantire ai propri conferenti identica redditività per “Piemonte” e “Asti” a patto che si proceda ad un’adeguata programmazione dei vigneti, si evitino improprie scelte vendemmiali e riclassificazioni in corso d’opera.

Pieno sostegno della regione Piemonte al progetto della Cia ha espresso il presidente Sergio Chiamparino che nel suo apprezzato intervento, ha sottolineato come, anche nella veste di Presidente delle regioni vitivinicole europee, sia necessario dare maggior visibilità al Piemonte ed ai suoi vini sia in Italia, sia soprattutto all’estero, non soltanto con le tipologie di maggior nobiltà ma anche con quelle, come il “nuovo” Piemonte Barbera, in grado di intercettare fasce di consumatori giovani che prediligono prodotti di buona qualità ma di non eccessiva importanza. Chiamparino ha poi lanciato un’ipotesi, ancora allo stato di pura intenzione e bisognosa di contributi di idee e di fantasia da parte dell’intero comparto, dell’organizzazione di un evento che, senza far nascere inutili emulazioni con altri ormai storici “saloni”, sia però capace di porre all’attenzione dei consumatori e degli operatori internazionali del settore le grandi qualità del vino piemontese.

Le conclusioni sono toccate al presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, che, sottolineando come il comparto vinicolo sia chiamato in questi anni ad utilizzare al meglio le importanti risorse economiche messe a disposizione dal PSR e dall’OCM Vino (“adesso non possiamo più sbagliare”) ha richiamato l’esigenza di immettere sul mercato prodotti di sempre maggior qualità, grazie ad un’auspicabile maggior severità nei giudizi di idoneità delle Commissioni di degustazione. Un rigore produttivo che, ha ancora affermato Scanavino, il Piemonte Barbera della tradizione che si rinnova, sembra rispettare a pieno.

Dopo la presentazione di Nizza Monferrato, il Piemonte Barbera doc del “sai cosa bevi” sarà al centro di una conferenza stampa organizzata lunedì 11 aprile (ore 15) nello stand della Cia nazionale (Padiglione 10-Piemonte, Stand D2) al Vinitaly di Verona e successivamente, il 20 Maggio, sarà proposto  in degustazione nei Giardini di Palazzo Alfieri ad Asti. In questi giorni si sta anche approntando un calendario di serate di degustazione nei principali centri di Piemonte. Liguria e Lombardia, in collaborazione con l’Onav.

 

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